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  • Maggio

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    2019
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Ristrutturare attività commerciali come bar, pub ed enoteche

Ristrutturare attività commerciali come bar, pub ed enoteche

Rinnovare gli spazi commerciali, i negozi, le attività e altre attività è un’importante passo per esprimere al meglio la filosofia dell’azienda con una nuova veste. Ristrutturare è un procedimento molto apprezzato dai clienti, soprattutto quando il nuovo aspetto fa risaltare i punti di forza dell’attività, che sia un prodotto o un servizio offerto. Con l’aiuto, il supporto e i consigli di un’abile ditta di ristrutturazioni è possibile donare quel tocco in più a negozi, cantine, enoteche, pub, ristoranti e tante altre attività commerciali.

I 5 consigli utili per chi desidera ristrutturare

Ristrutturare attività commerciali come bar, pub ed enoteche

1. Il budget e le agevolazioni

Per prima cosa, quando si vuole affrontare una ristrutturazione, è stabilire un tetto massimo di spesa da intraprendere. La ditta di ristrutturazioni, insieme all’architetto, ti aiuterà ad elaborare il progetto, limando le spese dove sarà possibile, per farti risparmiare.
Negli ultimi tempi sono previsti anche finanziamenti a fondo perduto da parte delle regioni o dei comuni, destinati a favorire le ristrutturazioni in base anche alle leggi vigenti. Le agevolazioni sono concesse solo tramite la partecipazione a bandi e concorsi, inviando il proprio progetto all’associazione di competenza.
Qualora si volesse iniziare una ristrutturazione senza questi finanziamenti ci sono, allo stesso tempo, alcuni permessi da richiedere presso il Comune: la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o il CIL (Certificazione Inizio Lavori). Il progettò sarà presentato da un tecnico iscritto all’Albo, lo stesso che si occuperà dell’elaborazione e dello svolgimento dei lavori.
Le detrazioni Irpef del 50% sono destinati solo agli immobili residenziali, ma il Bonus del 65%, per la riqualificazione energetica si applica a tutti gli immobili, compresi quello a uso commerciale.
N.B. Prima di intraprendere qualsiasi azione, è meglio informarsi presso di gli sportelli di competenza del Comune e della Regione.

2. Scegliere uno stile adeguato

Per scegliere come ristrutturare locali come bar, ristoranti e pub è importante scegliere lo stile adeguato. Il primo pensiero è quello di analizzare la tipologia di clientela che sarà attratta ad entrare nel vostro locale, ritrovandosi a suo agio in un ambiente che trasmetta i valori che si è scelto di mostrare.
Alcuni esempi pratici: se il vostro locale è vicino ad una scuola o ad un’università è importante scegliere uno stile giovane, moderno e creativo, un luogo sbarazzino e meno informale come quello etnico industriale. Se invece il locale è in una zona vicino a banche o uffici, quindi frequentato da persone adulte, potreste scegliere uno stile classico, in cui è possibile fare anche un incontro di lavoro o un aperitivo tra colleghi. Lo stile classico richiama scelte minimal per l’arredamento.

3. Migliorare senza esagerare

La ristrutturazione può avere due obiettivi: sconvolgere l’immagine vecchia per quella nuova oppure rimodernare un’ambiente già conosciuto che deve solo “svecchiato”. Il primo caso avviene di solito quando si passa da un gestore all’altro, poiché l’immagine che si vuole dimostrare è diversa dalla precedente. Nel secondo caso, invece, si tratta di rafforzare il proprio business, mantenere la clientela già acquisita e il locale rimane in sintonia con i valori che ha trasmesso in precedenza. In ogni caso, ristrutturare servirà a fidelizzare ulteriormente la clientela che già frequenta il locale, attirandone anche di nuova.

4. Rivolgersi ad un’unica ditta per la ristrutturazione

Per la ristrutturazione di un locale devono intervenire diverse figure professionali: l’architetto, il muratore, l’elettricista, l’idraulico e tante altre figure importanti nel panorama edilizio. L’unico modo per aver riunite tutte queste figure professionali è quello di rivolgersi ad un’unica impresa, che sia in grado di coordinare i lavori e dialogare con il cliente attraverso un solo referente.

5. Elaborazione progetto

Avete scelto la ditta di ristrutturazione, stimato il budget, presentato domanda agli uffici di competenza e deciso lo stile del vostro locale, adesso si può iniziare ad eseguire i lavori. Per la parte “pratica” della ristrutturazione si dovrà iniziare a scegliere la tipologia di pavimento, il bancone, l’illuminazione, i colori delle pareti, del soffitto, gli ornamenti, la vetrina, l’insegna e tanto altro ancora.

Ristrutturare attività commerciali come bar, pub ed enoteche

Alcuni accorgimenti.

Il bancone. Per un bar o un pub, uno degli elementi più importanti è il bancone. Secondo lo standard stabilito dalla legge deve essere alto dai 105 ai 115 cm dalla parte della clientela e, nella parte interna, deve essere presente una pedana alta almeno 15 cm.

Le luci. L’illuminazione è un elemento altrettanto importante per un bar, un pub o un ristorante. Alcuni luoghi dell’ambiente devo essere adeguatamente illuminati, come il bancone e le aree dove i clienti possono intrattenenti maggiormente. Importante anche illuminare le pareti, magari mettendo in evidenza quadri, stampe o decorazioni particolari che rendono unico e caratteristico il locale. L’uso di lampade classiche o lampadine al LED deriva maggiormente da quale tipologia di arredamento avete scelto, per uno stile giovane e moderno l’illuminazione può essere colorate, dando l’idea di un luogo allegro e sbarazzino, per uno stile classico è meglio usare luce più sobrie, magari con lampade a goccia in perfetto stile minimal.

I pavimenti. Anche in questo caso la scelta deriva molto dallo stile del locale: per un’ambiente classico è perfetto il parquet, da scegliere in base alla resistenza del calpestio di clienti, un materiale solido sarebbe l’ideale. Il gres porcellanato, disponibile in diversi colori e texure, si adatta a tutti gli stili, come la resina. Le pavimentazioni in resina solo particolarmente usate nei locali, soprattutto negli ultimi tempi. La resina ha la caratteristica di non avere interruzioni, è uniforme e non presenta fughe dove si possono annidare sporcizie, polvere, germi e batteri. Un pavimento in resina è bello da vedere e soprattutto facile da pulire. Un altro tipo di pavimentazione può essere il Klinker, una ceramica prodotta con materiali naturali molto resistente al calpestio e ai liquidi.

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